Termoablazione della tiroide

La termoablazione della tiroide è una procedura mini-invasiva effettuata da un team costituito da radiologi interventisti che rappresentano gli operatori coinvolti e dagli endocrinologi che selezionano il paziente gestendone tutto il complesso quadro endocrinologico.

Il criterio di selezione del paziente per la termoablazione della tiroide è fondamentale ai fini della buona riuscita del trattamento. Rispetto alla chirurgia, che prevede l’asportazione della ghiandola, non è previsto come conseguenza l’ipotiroidismo secondario all’asportazione della ghiandola dal momento che tale procedura risparmia il tessuto sano. Tuttavia i noduli maligni sono presenti nel 5-15% dei gozzi e questo può essere un vantaggio a favore della chirurgia dal momento che rimuovendo la tiroide vengono rimossi anche i noduli maligni o potenzialmente maligni.

Indicazioni

Tecnica

Sotto guida ecografica in anestesia locale un elettrodo a radiofrequenza viene inserito nella porzione più distale del nodulo da trattare. Quindi in maniera sequenziale verranno effettuate delle ablazioni di 1 minuto retraendo l’ago fino a trattare tutto il nodulo. La riduzione del volume del nodulo da studi della letteratura può arrivare fino all’84% a 12 mesi.

Complicanze

Al confronto della tecnica chirurgica standard i vantaggi della radiofrequenza sono le ridotte complicanze, il poter preservare la funzionalità tiroidea e la ridotta ospedalizzazione.

Controindicazioni

Bibliografia

Y. Che, S. Jin, C. Shi, L. Wang, X. Zhang, Y. Li, and J.H. Baek . Treatment of Benign Thyroid Nodules: Comparison of Surgery with Radiofrequency Ablation. AJNR Am J Neuroradiol 36:1321–25;2015.

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